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14
Ott-2015

Cane Corso WDS Milano 2015 – Intervista al sig. giudice Massimo Inzoli …. e considerazioni a margine

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L’expo mondiale di Milano 2015 è stato probabilmente l’evento più importante degli ultimi quindici anni per tutti gli allevatori ed appassionati del CC. Al di là di polemiche e ben oltre i soliti propinatori di critiche sterili, lamentele e arzigogolate o cervellottiche obiezioni, una mondiale nel paese di origine della razza, con un record assoluto di iscritti a livello mondiale, in una expo modiale anch’essa con record di iscritti, è un evento che non ha pari nel passato e difficilmente ne avrà per il futuro. Tanti hanno partecipato, e tanti sono stati presenti, magari con pochi cani o addirittura senza averne iscritti. Tanti di quelli che invece parlano e riparlano e straparlano sui social network … fantasmi erano e fantasmi inconsistenti sono rimasti. Ancor più numerosi sono gli esperti del nulla improvvisamente spariti  in occasione della presentazione ufficiale delle modifiche allo standard Enci/FCI.
Se i cani vincitori entreranno realmente e con merito nella storia della razza lo si potrà valutare negli anni futuri. Ese alcune motivazioni ed aspettative del giudice Massimo Inzoli si tradurranno in realtà concreta, anche questo sarà visibile solo in futuro. Nel periodo già trascorso fra questa intervista e la sua pubblicazione, già si è svolto il campionato europeo di Oslo, dove alcune conferme sono diventate evidenti e si sono trasformate in certezze, mentre  altre aspettative o conferme si sono diluite nell’arco di pochi mesi. L’anno prossimo arriva la mondiale a Mosca … si vedrà.
Detto a margine quanto sopra, avere la possibilità di fare qualche domanda al giudice incaricato di assegnare il Migliore di razza è evidente che non può che essere un piacere.
L’intervista, fatta subito dopo il WDS, e tradotta da Denise Flaim in lingua inglese, è appena stata pubblicata, in Ottobre,  sulla rivista Modern Moloss Magazine.
Qui di seguito si può leggere l’originale in Italiano.

Queste le domande e le risposte:

1) Una domanda secca per iniziare: qual e’ stata la difficoltà maggiore nel giudicare un evento unico e cosi importate come la mondiale di una razza italiana nel paese di origine?
– Sicuramente il fattore tempo. E’ stato imposto, a tutti i giudici, di finire entro le ore 13:30 per questioni organizzative. Giudicare in un evento di questa importanza circa 140 soggetti in 4 ore, è stato un esercizio mentale e fisico non da poco. E’ impegnativo giudicare e fare una sintesi delle qualità e dei difetti di un soggetto nei 3 minuti di tempo previsti dai regolamenti FCI, figuriamoci in circa la metà del tempo.

2) Il giorno prima ha giudicato le femmine al raduno di razza. In passato ha giudicato quattro raduni dell’anno in Italia. I raduni converrà certamente che sono momenti in cui il giudice da’ non solo un giudizio ed una classifica ma anche un indirizzo di selezione. E’ logico quindi domandarle se vi sono differenze nei criteri di scelta fra un raduno e una mostra internazionale, come e’ appunto il wds?
– Sono due tipi di eventi diversi. Nei raduni si è sempre più attenti alle caratteristiche imprescindibili di tipo, che, come in quasi tutte le razze, sono concentrate per lo più nella testa. Nelle esposizioni internazionali, invece, viene guardato con più attenzione il cane nel suo insieme (inteso come bilanciamento, armonia, movimento e profili). Nell’ambito di manifestazioni nella quali sono presenti più razze, è necessario selezionare un soggetto che rappresenti la razza nel ring d’onore, non tenendo conto solo ed esclusivamente delle caratteristiche imprescindibili di tipo. Certe scelte, forse più estreme, non possono dunque essere fatte in questi contesti. Nel raduno che ho giudicato il giorno prima, mi sono limitato a fare le classifiche delle varie classi, lasciando al collega che giudicava i maschi, l’onere degli spareggi. Questo non è poco, in quanto, proprio negli spareggi, a volte si danno forti indicazioni di selezione.

3) Quali sono state le principali attenzioni che hanno caratterizzato le sue scelte di giudizio, ma soprattutto di qualifica? Rispetto ad altri appuntamenti importanti, che la hanno vista nel ruolo di giudice, in questa particolare circostanza ha dato priorità a particolari aspetti nelle sue valutazioni?
– I criteri di giudizio a volte variano a seconda del momento storico di sviluppo e selezione di una razza ed a seconda della direzione in cui sta andando essa stessa. A proposito di ciò, la tematica dell’amputazione delle orecchie è un argomento che io reputo estremamente delicato, che di certo influirà in modo determinante nella selezione della razza nei prossimi decenni. Se con le orecchie tagliate abbiamo dato priorità a determinate caratteristiche di tipo, selezionando e preferendo soggetti con teste dalle caratteristiche piuttosto marcate, nel corso dei prossimi anni questo non sarà più possibile. Per ottenere teste riconoscibili a prescindere dalle amputazioni, bisognerà dare priorità a quelle altre caratteristiche che differenzino in maniera univoca la nostra razza da quelle affini, senza basarsi solo sul colore.
Sarà necessario fare attenzione alle seguenti qualità:
– leggera convergenza con giusti rapporti, senza arrivare a musi troppo corti, pur di avere mandibole larghe;
– teste pulite con meno rughe possibili e con meno rotondità possibili (ricordo che la testa del Cane Corso è una testa spigolosa);
– teste lunghe non solo voluminose.
Molte delle teste selezionate negli ultimi anni sono corte e pesanti, proprie di altre razze affini al Cane Corso. Per cercare sempre maggiori diametri trasversi si è avuta la tendenza ad un accorciamento generale della testa. I musi sono sì lunghi il 34% rispetto alla testa, ma sono eccessivamente corti, proprio perché rapportati a crani corti. Dunque il rapporto cranio/muso è corretto, ma il muso è corto in senso assoluto. Ho deciso di preferire, se possibile, le piattaforme anteriori del muso verticali, prediligendo i leggeri prognatismi e penalizzandoli quando esagerati.
Il futuro del Cane Corso dovrà necessariamente andare verso una netta differenziazione dalle razze affini, che non sarà determinata solo dal colore e dal taglio delle orecchie, ma da tutte quelle caratteristiche importanti che dovranno necessariamente differenziarlo in maniera univoca.Ho ritenuto quindi importante porre la giusta attenzione su quanto ho menzionato, questa volta più ancora che le altre volte.
Il rischio reale è che, tra 15 anni, ci si trovi a distinguere la nostra razza solo per il colore. Esistono già altri molossoidi con rapporti e proporzioni simili al nostro Cane Corso. Se non saremo in grado di differenziare il Cane Corso dalle altre razze simili, essa subirà un inevitabile declino e perdita di popolarità nel tempo.
Vorrei fare anche un accenno riguardo la maschera nera nei fulvi. Lo standard raccomanda una maschera che sfumi in direzione degli occhi, così come si vedeva nei cani di qualche decennio fa. Queste maschere non erano invasive, come invece spesso sono quelle che vediamo oggi. La fusione dei colori ha ingenerato questo problema nella selezione, ma vorrei invitare gli allevatori, a provare a selezionare delle maschere meno estese, che non arrivino come adesso dietro la linea degli occhi.

4) Lei ha giudicato molti fra gli appuntamenti più’ importanti in ambito internazionale. Alcuni dei soggetti presenti al wds sono soggetti che lei ha incontrato in occasioni diverse in passato. Ha trovato una conferma alle sue passate valutazioni? nei soggetti più giovani ha riscontrato una maturazione in linea con quelle che potevano essere le aspettative di crescita in quei soggetti?
– Crearsi delle aspettative è sempre uno dei primi errori di un novello giudice, che immagina i cani che potrà avere, o avrà nel ring. Io, dopo tanti anni, non mi creo più aspettative del genere. Ho sempre cercato di entrare nel ring con la mente sgombra da pregiudizi. I cani vanno valutati in quel giorno, in quei pochi minuti, in quell’occasione ed in quello stato di forma. In occasione del WDS ho infatti premiato un cane che da giovane non mi aveva convinto pienamente, ma che invece in questa occasione si è presentato ben maturo, e in ottime condizioni di forma.

5) con una visione complessiva nei due giorni di giudizio di oltre 200 soggetti, ha avuto modo di vagliare e constatare quali a suo avviso sono le principali problematiche nella razza a cui prestare attenzione in futuro?
Le principali caratteristiche a cui porre attenzione, saranno proprio quelle che differenziano il nostro cane dalle razza affini, quali: Bullmastiff, Boxer e Dogo Canario. Anni fa, quando lei mi parlava di Boxer, io le risposi che il nemico del Cane Corso sarebbe stato il Bullmastiff e non il Boxer. Quest’ultimo ha proporzioni e formato piuttosto diversi dal Corso, invece il Bullmastiff è molto più affine di quanto non sembri. Per questo nel futuro dovremo combattere tutte quelle caratteristiche che portano verso quest’ultima razza. Quindi dovremo penalizzare teste troppo voluminose, con rughe eccessive, che tendono ad essere sempre più corte e larghe. Dovremo evitare facce anteriori del muso inclinate indietro, i masseteri troppo sviluppati.
Invece dovremo prediligere teste senza rotondità, con giusti rapporti e profili C/M, pulite, spigolose e lunghe. So di essere ripetitivo, ma ciò che lei mi chiede è essenziale per una corretta selezione della razza. Restano naturalmente sempre fondamentali caratteristiche della testa del Cane Corso, un giusto stop, una disgiuntura ad U rovesciata e una mandibola larga. In questo momento storico, sarebbe però meglio privilegiare le caratteristiche che sono proprie della nostra razza e che la rendono unica rispetto alle altre.

6) in occasione di questa manifestazione sono state anche presentate in un convegno le aggiunte proposte dall’Enci allo standard FCI di razza. Ritiene che queste modifiche siano confacenti a quello che ha visto sul ring? Mi riferisco principalmente alla limitazione del prognatismo nei 5 mm massimi e alla descrizione particolareggiata dell’elemento di tipicità per la razza cane corso consistente nella connessura labiale a U rovesciata.
– Le integrazioni proposte sono state fatte in occasione della revisione dello standard per uniformarlo alla normativa vigente in Italia sui tagli di orecchie a fini estetici. In pratica, allo scarno documento FCI, si sono aggiunti alcuni punti di tipicità, ripresi dalla descrizione etnica presente nel documento di Morsiani.
Il nuovo progetto di standard propone di limitare il prognatismo a 5 mm per evitare aperture verso soggetti con prognatismi accentuati, propri delle razze di tipo Bull.
Il muso del Cane Corso deve inoltre essere profondo a causa di una mandibola ben robusta e solo leggermente ricurva. Le mandibole curve, molto rimontanti, sono proprie dei cani di tipo Bull, molto brachignati, per esempio: Bullmastiff, Boxer e Bulldog. Il Cane Corso ha una mandibola diversa, robusta e forte ma non troppo ricurva. Succede di vedere cani che a bocca aperta sembrano molto prognati e che poi quando chiudono le mandibole avvicinano le arcate dentarie, arrivando alla distanza richiesta tra gli incisivi. In questo caso essi rientrano nel prognatismo richiesto da standard, ma non in quello ideale. Vi invito a riflettere su questo dettaglio, che io stesso avevo sottovalutato e che solo con il tempo sono riuscito ad apprezzare e metabolizzare ed a ricercare.

7) quali sono state le sue preoccupazioni e valutazioni in corso d’opera mentre sceglieva il bob?
– Ogni Campione del Mondo è importante a livello mondiale, ma quello proclamato in Italia riveste un ruolo fondamentale nell’ambito della selezione della razza. Potrà essere sostituto solo dal prossimo campione mondiale scelto nella nostra nazione, presumibilmente tra 15/20 anni. Pertanto ho voluto scegliere un cane che, a mio parere, avesse le caratteristiche salienti per il Cane Corso del nuovo millennio. Un modello di riferimento per gli anni a venire. Un cane di buona taglia, ben robusto, con una testa lunga e una giusta convergenza, con una testa spigolosa ed un giusto leggero prognatismo. Nessun soggetto può essere perfetto, ma ho voluto scegliere un cane che fosse tipico e ben costruito, in maniera da dare una chance alla razza nel giudizio del gruppo 2° nel ring del Best in Show. Il cane che ho scelto ha vinto il gruppo; è stato apprezzato dai colleghi di tutto il mondo e ha dato lustro e visibilità alla razza. Pertanto, a mio parere, la scelta è stata fatta correttamente, perché la razza ha avuto visibilità e si è potuta mostrare al mondo cinofilo in tutta sua bellezza.

Le domande sarebbero ancora tante, ma non sarebbe giusto abusare ulteriormente della gentilezza e della pazienza accordatemi. Tante domande, poi, su singoli soggetti o su particolari scelte, sarebbero state probabilmente in contrasto con il codice deontologico e le direttive emanate dall’Enci ai Giudici sul profilo da tenere fuori dai ring di giudizio. Pertanto, a concludere, voglio semplicemente ringraziare il Sig. Massimo Inzoli per la disponibilità accordatami.
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