CANE CORSO ITALIANO – LO STANDARD INTEGRALE ed i COMMENTI del Prof. MORSIANI

Il seguente scritto rappresenta la riscrittura conservativa dello standard originale compilato dal dr. Antonio Morsiani ed approvato dal Comitato Giudici e dal Consiglio Direttivo dell’ENCI nel 1987. Tale standard è stato ratificato dal Comitato Tecnico della S.A.C.C. nel luglio 1995 e recepisce le lievi modifiche che l’evoluzione della razza e la media dei soggetti ha evidenziato nel periodo, nonché è stato riordinato secondo le nuove specifiche imposte dalla FCI per la stesura degli standard di razza. Per l’inoltro della pratica di riconoscimento internazionale in sede FCI, l’ENCI ha utilizzato questo standard.
Fra parentesi e scritto in blu corsivo, è stato inserito (se assente nel testo  utilizzato per l’invio in FCI) il testo originale scritto da Antonio Morsiani “Disegno descrittivo dei caratteri tecnici del cane Corso. In verde corsivo le parti relative al commento allo standard scritte dal Prof. Antonio Morsiani a compendio e completamento del disegno descrittivo.

IL CANE CORSO (di Antonio Morsiani)

Posto nella classificazione scientifica.
(– Cane appartenente al gruppo molossoide (secondo la classificazione di P. Megnin), razza concavilinea  a pelo corto secondo la classificazione di P. Dechambre)–)
Il Mègnin (1897) divide tutte le razze canine in quattro gruppi (lupoide, braccoide, molossoide, graioide). Specificatamente per molossoide intende cani con le seguenti caratteristiche: testa voluminosa, rotonda o cuboide; orecchie piccole cadenti; muso orto; labbra lunghe e spesse. Corpo massiccio. Tipi normali di grande statura.
Il Déchambre (1924) adotta una classificazione che in relazione al comportamento fra loro degli assi longitudinali superiori del cranio e del muso, fà sì che tutte le tipologie canine sottostiano a tre profili: rettilineo o ortoide, concavilineo o celoide, convessilineo o cirtoide. Rimandiamo alla descrizione della testa il necessario approfondimento.

PAESE D’ORIGINE. Italia

UTILIZZAZIONE. Cane da guardia ,da difesa,da polizia,da pista.

CLASSIFICAZIONE F.C.I. GRUPPO 2

Cani di tipo pinscher e schnauzer; Molossoidi e cani bovari svizzeri.

SEZIONE 2 Molossoidi. SENZA PROVA DI LAVORO

BREVI CENNI STORICI E’ discendente diretto del canis pugnax (molosso) romano del quale rappresenta la versione leggera impiegata per la caccia alla grossa selvaggina e quale ausiliare bellico. Per secoli è stato prezioso compagno delle genti italiche che lo hanno utilizzato per la guardia della proprietà e del bestiame,per la caccia e per la difesa personale. Diffuso un tempo in tutta la Penisola,come una vasta iconografia e storiografia testimoniano,ha trovato un’ottima isola di conservazione in Puglia, Lucania e Sannio. Deve il suo nome al latino cohors che significa guardia ,protettore.

1. ASPETTO GENERALE DEL CANE Cane di mole medio-grande, fortemente costruito ma elegante,con muscoli potenti e lunghi, molto distinto , esprime forza, agilità e resistenza. La conformazione generale è quella di un mesomorfo il cui tronco è più lungo dell’altezza al garrese;armonico rispetto al formato (eterometria) e disarmonico rispetto ai profili (alloidismo).
I cani si suddividono in tre tipi morfologici fondamentali, che si desumono dal confronto dei diametri longitudinali coi trasversali:
– tipo mesomorfo o mediolineo in cui le proporzioni tra “altezze” e “larghezze” ben si bilanciano (es. pointer)
– tipo dolicomorfo o longilineo in cui predominano le “altezze” sulle “larghezze” (es. levrieri)
– tipo brachimorfo o brevilineo in cui predominano le “larghezze” sulle “altezze” (es. bulldog)
Tale classificazione può essere espressa da indici, cioè dal rapporto in centesimi di una misura rispetto ad un’altra, presa come punto di riferimento. Tali indici sono fondamentamente tre: l’indice corporale, l’indice toracico e l’indice cefalico.
(– Indice Corporale 80 circa –)

L’indice corporale esprime la misura dell’intensità delle masse in rapporto alla lunghezza del tronco e ha la formula seguente:
Indice Corporale = lunghezza tronco X 100 / perimetro toracico
I tre tipi morfologici hanno i seguenti indici corporali:
– brachimorfi da 50 a  70
-mesomorfi da 70 a 85
– dolicomorfi da 85 a 100
Nel Cane Corso l’indice corporale è di circa 80 (mesomorfia)
(– Indice torcico 70 circa –)

L’indice toracico esprime lo sviluppo del torace rispetto al tipo morfologico e ha la seguente formula:
Indice toracico = larghezza torace X 100/altezza torace
I tre tipi morfologici hanno i seguenti indici toracici:
-brachimorfi da 90 a 100
-mesomorfi da 60 a 90
-dolicomorfi da 50 a 60
Nel Cane Corso l’indice toracico è di circa 70 (mesomorfia)

Il Cane Corso è armonico rispetto al formato (il formato è dato dalla statura e dalla massa, vale a dire dalla mole) e cioè ha un ordinamento armonico delle masse.
Il Cane Corso è disarmonico rispetto ai profili, in quanto il profilo della testa è concavilineo (con assi cranio faciali convergenti) e quello del tronco è rettilineo.
(–Tipo costituzionale. habitus muscolare con una quasi impercettibile tendenza all’habitus respiratorio. Complessione normale o lievissimamente iperossidativa –)

L’habitus è il complesso delle caratteristiche che distinguono una specie animale. Il noto zootecnico francese Sigaud ne distingue 4 tipi fondamentali, in base alla prevalenza del volume di una determinata parte anatomica rispetto all’insieme:
-cerebrale (prevalenza della testa es. buldog)
-digestivo (prvalenza del ventre es. amstino napoletano)
-respiratorio (prevalenza della regione toracica es. levriere)
-muscolare (prevalenza delle masse muscolari es. boxer)

La complessione è invece il tipo di costituzione fisica del corpo.
Se classificata in base all’efficienza dei muscoli nel trasformare le particelle di ossigeno, portate in circolo dal sistema cardiovascolare, in energia motoria (contrazione od estensione del muscolo), essa può essere ipoossidativa (scarsa efficienza), normale (normale efficienza), iperossidativa (grande efficienza).

2. PROPORZIONI IMPORTANTI La lunghezza del tronco supera l’altezza al garrese dell’11% circa. La lunghezza totale della testa raggiunge i 3,6/10 dell’altezza al garrese. La lunghezza del muso corrisponde ai 3,4/10 della lunghezza totale della testa. L’altezza del torace è di 5/10 dell’altezza al garrese e corrisponde all’altezza dell’arto al gomito.

3. COMPORTAMENTO E CARATTERE Intelligente, energico ed equilibrato, è inequivocabile cane da guardia e da difesa. Docile ed affettuoso col padrone, amante dei bambini e della famiglia, diviene se necessario difensore terribile e coraggioso delle persone,della casa e della corte. E’ facilmente addestrabile.

4. TESTA Brachicefala. La sua lunghezza totale raggiunge i 3,6/10 dell’altezza al garrese.La larghezza bizigomatica, pari alla lunghezza del cranio,è superiore alla metà della lunghezza totale della testa, raggiungendo i 6,6/10 di tale lunghezza. (–L’indice cefalico varia da 64 a 66 –) Gli assi longitudinali del cranio e del muso sono tra loro leggermente convergenti. (–Il prolungamento all’indietro della linea superiore della canna nasale esce molto al di sotto della protuberanza occipitale esterna –) Il perimetro della testa, misurato agli zigomi, è anche nelle femmine più del doppio della lunghezza della testa. La testa è moderatamente scolpita con arcate zigomatiche protese all’esterno. Pelle consistente ma piuttosto aderente ai tessuti sottostanti, liscia ed abbastanza tesa.
Le teste delle razze canine possono essere ditinte in tre tipi morfologici fondamentali, rapportando la lunghezza della testa con la sua larghezza. A tal fine di adotta l’indice cefalico, espresso dalla seguente formula:
Indice cefalico = Larghezza della testa X 100 / lunghezza della testa
Il tre tipo morfologici hanno i seguenti indici:
-brachicefali: indice cefalico superiore a 54
-mesocefali: indice cefalico compreso fra 50 e 54
-dolicocefali: indice cefalico inferiore a 50
Nel Cane Corso l’indice cefalico varia da 64 a 66 ed è perciò nettamente brachicefalo.

Abbiamo visto come le razze canine siano classificabili in tre tipologie a seconda del comportamente fra loro degli assi longitudinali superiori del cranio e del muso (assi cranio-facciali). Normalmente tali assi vengono tracciati empiricamente ad occhio dall’esperto, mentr per stabilire con precisione il loro decorso è necessario avvalersi del compasso.
L’asse longitudinale superiore del cranio va dal punto craniometrico “inion” (che si trova al vertice della protuberantia occipitalis externa) al punto craniometrico “nasion” che si trova nel punto d’incontro delle suture delle ossa nasali con le ossa frontali)
L’asse longitudinale superiore del muso segue il profilo superiore della canna nasale dal tartufo all stop.
Determinati così i profili degli assi cranio-facciali, si evincerà che essi possono essere fra loro:
– paralleli: i due assi non si incontrano mai (profilo rettilineo), ad esempio nel pastore tedesco, nell’alano, nel mastiff e nel mastino napoletano.
– convergenti: la proiezione in avanti dei due assi s’incontra (converge). La proiezione all’indietro dell’asse superiore del muso passa sempre dietro la cresta occipitale (profilo concavilineo), ad esempio nel Cane Corso, nel Boxer, nel Dogue de Bordeaux, nel Pointer, nel San Bernardo.
– divergenti: La proiezione in avanti dei due assi non si incontra (diverge). La proiezione all’indietro dell’asse superiore del muso passa sempre davanti alla cresta occipitale (profilo convessilineo), ad esempio nel bracco italiano, nel borzoi, nel bloodhound, nel bulterrier.
Nel Cane Corso la convergenza costituisce un imprescindibile carattere etnico.
Vi sono due tipi di convergenza:
– la monoconvergenza, in cui solo l’asse del cranio converge sull’asse del muso
– la biconvergenza, in cui sia l’asse del cranio che l’asse del muso convergono fra loro.
Il Cane Corso, come pure il Pointer, il San Bernardo, il Bull Mastiff, ecc, sono monoconvergenti.
Il Boxer, il Buldog, ecc, sono biconvergenti. Nel cane corso la biconvergenza è propria dell’ipertipo, viceversa il parallelismo lo è dell’ipotipo e la divergenza porta sempre al totale declassamento.

4.1. REGIONE CRANICA Cranio: largo e lievemente arcuato visto di fronte, in profilo disegna una curva irregolare che, si appiattisce aboralmente lungo la cresta sagittale esterna. (–Cioè nella sottoregione craniana–) La sua larghezza (– diametro bizigomatico–) è pari alla lunghezza e corrisponde ai 6,6/10 della lunghezza totale della testa. Visto dall’alto è di forma quadrata per la protrusione all’esterno delle arcate zigomatiche e per l’insieme delle potenti fasce muscolari che lo fasciano. Le bozze frontali sono ben sviluppate e sporgenti in avanti, la fossa frontale è profonda e il solco mediano è ben visibile. Cresta sopraoccipitale non troppo evidenziata. Fosse sopraorbitali (conche) marcate ma leggermente. Stop: molto marcato per le bozze frontali molto sviluppate e sporgenti in avanti e per gli archi sopraccigliari rilevati.
(–Angolo seni-nasale 105°110°. Angolo cranio-facciale (zona mediana della fronte) circa 130° –)
Depressione naso-frontale (o stop)
Quanto la depressione naso-frontale o stop sia marcata è facilmente valutabile ad occhio, osservando la testa di profilo e calcolando il grado dell’angolo seni-nasale (formato dal congiungimento dell’asse superiore longitudinale del muso con quello delle bozze frontali). Tuttavia, una corretta e precisa determinazione dello stop si ha solo con la valutazione dell’angolo cranio-facciale (formato dal congiungimento dell’asse superiore longitudinale del muso con quello che passa per il solco mediano. Tale solco parte dalla depressione naso frontale e va a scomparire alla metà del cranio, dividendo sagittalmente i due seni frontali in prossimità del punto craniometrico “bregma”). Nel Cane Corso l’angolo cranio -facciale deve essere di 130° circa. Vi sono esemplari che, pur avendo un corretto angolo seni-nasale (105°-110°) hanno, a causa del non adeguato sviluppo nelle tre dimensioni delle bozze frontali, un solco mediano scarsamente o troppo pronunciato. Tali deviazionismi, che comportano angoli cranio-facciali anomali, vanno tenacemente combattuti.
Cranio.
Il cranio, come il muso, è tanto largo quanto lungo. Tale caratteristica è fondamentale elemento di tipicità nel Cane Corso.
Il cranio eccessivamente piatto è dovuto fondamentalmente a due ordini di motivi: eccessiva prominenza dell’apofisi occipitale e della cresta sagittale (in genere si osservano tali caratteristiche in cani con assi cranio facciali paralleli o addirittura divergenti), muscolo teporale talmente ipersviluppato, sia lateralmente che supriormente, da aver inibito lo sviluppo osseo del cranio (il cranio si presenta ugualmente rigonfio ai alti, ma piatto superiormente con bozze frontali ed archi sopracciliari appiattiti).
Il cranio globoso, proprio degli ipertipi, si presenta allorquando un esemplare associa un normale sviluppo osseo della scatola cranica e delle arcate zigomatiche ad un temporale ipertrofico (il cranio si presenta pieno ai parietali, si arrotondano gli archi sopracciliari, scompare la prescritta leggera depressione delle conche, conferendo alla testa un aspetto grossolano sottolineato da un’espressione atipica).
Le conche eccessivamente infossate si hanno allorquando il temporale e i muscoli del capo in genere sono ipotrofici (la testa, in questo caso, si rpesenta ossuta, scarna, veccheiggiante).

4.2. REGIONE FACCIALE

Tartufo sulla stessa linea della canna nasale. Visto di profilo non deve sporgere sul margine verticale anteriore delle labbra ma trovarsi, con la sua faccia anteriore, sul medesimo piano verticale della faccia anteriore del muso. (– Le sue facce, superiore e anteriore, formano fra loro, viste di lato, un angolo retto–) Deve essere voluminoso, piuttosto piatto superiormente, con narici ampie, aperte e mobili. La pigmentazione è nera.
Generalmente, il tartufo piccolo è associato a musi conici (declassamento).
Si possono trovare anche esemplari che ad una ottima quadratura del muso (largo e con facce laterali parallele) associano un tartufo stretto. In questo caso la testa perde di tipicità, specie nei maschi, e va declassata.
Il tartufo non deve essere abbassato o sporgente in avanti (frequente nei cani con assi caranio-facciali paralleli o divergenti), nè avere la faccia anteriore inclinata all’indietro o essere rialzato rispetto al profilo della canna nasale (frequente negli ipertipi).

Muso molto largo e profondo. La larghezza del muso deve pressoché eguagliare la sua lunghezza che raggiunge i 3,4/10 della lunghezza totale della testa. La sua profondità supera del 50% la lunghezza del muso. Il parallelismo delle facce laterali del muso e la ripienezza e larghezza del corpo della mandibola fanno sì che la faccia anteriore del muso sia quadrata e piatta. La canna nasale è rettilinea e piuttosto piatta. Il profilo inferiore-laterale del muso è dato dalle labbra superiori. La regione sottorbitale mostra un lievissimo cesello. 

(–Dato il grande sviluppo trasversale e verticale della faccia anteriore del muso, la placca triangolare è ampia, la scanalatura naso labiale è lunga e la distanza fra il margine supero-anteriore del tartufo e la disgiunzione labiale è rilevante–)
Dato il parallelismo delle facce laterali del muso, la canna nasale deve mantenere rigorosamente la stessa larghezza dalla sua base alla sua estremità. Le canne nasali montonine sono spesso associate a parallelismo o divergenza degli assi cranio facciali.  A volte è presente una gibbosità più o meno accentuata a metà lunghezza della canna nasale, che non è gradita. La canna nasale dal profilo leggermente concavilineo è di frequente associata a musi corti e tartufi iperinclinati all’indietro, che esprimono la tendenza all’ipertipo (va sempre penalizzata perchè toglie nobiltà al soggetto).

Inderogabile elemento di tipicità nel Cane Corso è che la larghezza del muso eguagli la lunghezza dello stesso e che il muso misurato alla sua radice sia di almeno 1/3 più alto della sua lunghezza.
Perciò il muso è lungo quanto largo.
L’eccesso di cesello nella regione sottorbitale conferisce alla testa un aspetto scarnito e vecchieggiante.
La totale mancanza di cesello priva la testa della sua tipica espressione.

Labbra piuttosto consistenti. Le labbra superiori, viste di fronte, determinano alla loro disgiunzione una “U” rovesciata e , viste di lato, si presentano moderatamente pendenti (–ma mai pesanti come nel mastino napoletano. –) Commessura moderatamente evidente e che rappresenta sempre il punto più basso del profilo laterale inferiore del muso (–ed è posta, oralmente, un filo più avanti della perpendicolare abbassata dall’angolo esterno dell’occhio: la rima boccale è perciò lunga.–) Il pigmento è nero.
In alcuni soggetti la faccia anteriore del muso non si presenta larga e piatta, ma tende a fondersi, disegnando un’ampia curva, con le facce laterali del muso a cuasa dei mascellari insufficientemente largi. In tal caso, se le labbra superiori sono sufficientemente sviluppate, queste, non trovando una base di appoggio adeguata, alla loro disgiunzione determinano una V rovesciata anzichè la tipica U. Tale caratteristica è tipica dei soggetti con facce laterali del muso fra loro convergenti, e va severamente penalizzata.
Le labbra insufficientemente sviluppate, tirate, sfuggenti, sono da penalizzare (generalmente sono proprie dei soggetti a muso conico).
Le labbra eccessivamente sviluppate sovente si accompagnano ad una generale lassità della pelle e modificano la tipica espressione di razza: sono da penalizzare.

Mascelle molto larghe, robuste e spesse con lievissimo raccorciamento della mascella superiore e conseguente leggero prognatismo. Le branche della mandibola, molto forti, sono in profilo piuttosto ricurve . Il corpo della mandibola, ben arcuato in avanti, si evidenzia in un  mento marcato (–sul quale si appoggiano le labbra superiori alla loro disgiunzione –)  Gli incisivi sono impiantati in linea retta. (–Canini divergenti e molto distanziati fra loro per il notevole sviluppo trasversale dei mascellari (nei maschi i canini, all’apice della corona, dovrebbero distare fra loro non meno di cm 5,5-5,7)–)

Guance: regione masseterina piena ed evidente ma non ipertrofica.
I masseteri ipotrofici ingentiliscono e alleggeriscono troppo la testa, viceversa i masseteri ipertrofii (da bulldog) la privano di nobiltà.

Denti bianchi, grandi, completi per lo sviluppo e numero. Gli incisivi inferiori sorpassano leggermente(circa ½ cm) i loro corrispondenti dell’arcata superiore, perciò ne deriva una chiusura leggermente prognata.
Nel cane Corso il leggero prognatismo è dato dal superamento di 5 mm degli incisivi dell’arcata inferiore dei loro corrispondenti dell’arcata superiore.
La misura di 5 mm è un valore medio ottimale.
La chiusura a tenaglia ( il fior di gliglio degli incisivi superiori si sovrappone al fior di giglio degli incisivi inferiori) ed il sopravanzamento di 10 mm degli incisivi dell’arcata inferiore dei loro corrispondenti dell’arcata superiore sono tollerati.
Il profilo mandibolare dritto (a spatola) è da bandire in quanto impoverisce di substrato scheletrico il  muso. Inoltre, la mandibola a spatola spesso si accompagna al mento sfuggente, il quale non viene toccato dalle labbra superiori al loro punto di disgiunzione. Ciò comporta una marcata carenza di incisività nel muso ed è da bandire (tipico dei soggetti a muso conico).
L’enognatismo, dovuto a deficiente sviluppo della mandibola, se grave, è incompatibile con la sopravvivenza, cosicchè i cani affetti da tale malformazione vanno banditi dalla riproduzione oltre che squalificati. In sintesi, in una razza da lavoro come il Cane Corso, una mandiola dal profilo ben ricurvo e quindi un mento ben marcato è condizione essenziale per assicurare una presa solida e sicura. D’altro canto, l’eccesso di prognatismo diventa controproducente per la solidità della presa.
La notevole distanza dai canini a l’ampio sviluppo trasversale dei mascellari fa sì che le facce laterali delle labbra superiori non cadano perpendicolarmente, ma sporgano leggermente in fuori, cosicchè la piattaforma anteriore del muso tende a formare (vista di fronte) un trapezio isoscele col lato maggiore in basso.
Per quanto riguarda l’assenza dei premolari P1, su una o ambedue le arcate, non costituisce grave difetto, essendo il Cane Corso un brachicefalo. Al contrario, l’assenza di premolari maggiori va severamente penalizzata,  essendo quasi sempre conseguenza di un anomalo accorciamento del muso. E’ molto importante che la dentatura sia potente e ben rapportata al volume della testa.

Occhi di media grandezza rispetto alla mole del cane, in posizione sub-frontale, ben distanziati tra loro. Rima palpebrale ovaleggiante, bulbi oculari leggermente affioranti, palpebre aderenti con margini pigmentati di nero. Gli occhi non devono lasciare scorgere la sclera. Nictitante fortemente pigmentata. Iride quanto più possibile scura in relazione al colore del mantello. Sguardo intelligente e vigile.
I bulbi oculari infossati, piccoli o troppo sporgenti, vanno severamente penalizzati, poi chè alterano la fisinomia della razza.
La posizione frontale degli occhi (che si determina quando l’asse palpebrale forma con l’asse mediano della testa un angolo retto) va penalizzata in quanto propria dei cani ipertipici, grossolani, ed è quasi sempre associata a rima palpebrale tonda ed esoftalmo (occhio di bue).
Difetto ancor più grave, anche nelle femmine, è l’occhio in posizione semilaterale, che si accomuna in genere all’occhio a mandorla.
Nei buoni maschi gli occhi sono molto distanziati. Gli occhi ravvicinati modificano l’espressione e spesso si accomunano a seni frontali poco sviluppati trasversalmente e cranio piatto.
Le palpebre devono essere aderenti al bulbo oculare e non presentare perciò ecctropion (rovesciamento all’infuori del amrgine palpebrale) tipico dei soggetti linfatici, o entropion ( rovesciamento allindentro del amrgine palpebrale. Inoltre, indipendentemente dal colore del manto (incluso il fulvo chiaro ed il grigio chiaro), devono presentare margini pigmentati di nero, come pure la nictante o terza palpebra. NdAdmin: Questa affermazione, col progredire degli studi inerenti la genetica dei colori, risulta incorretta in quanto il colore delle mucose, delle palpebre e del tartufo, ma anche degli occhi, segue la colorazione del manto quando comprensiva nel corredo genetico dell’ azione omozigote del locus Diluition, pertanto in Cani Corso grigi o fulvi a maschera grigia, il colore della pigmentazione cutanea sarà obbligatoriamente grigio)
Il colore dell’iride merita, nel Cane Corso, alcuni approfondimenti, in quanto, prescrivendo lo standard che esso debba essere il più possibile scuro in relazione al colore del mantello, le sue gradazioni cromatiche sono altrettanto ampie quanto i colori previsti (dal fulvo chiaro e grigio chiaro al tigrato scuro e nero).
In generale, l’iride dovrebbe presentare la stessa tonalità delle parti  più scure del mantello, esclusa la maschera.
Perciò l’iride dovrebbe avere colore nocciola scuro nei manti neri e tigrati scuri e tonalità via via più chiare nei manti fulvi e grigi.
Tali tonalità, anche nei manti più chairi, non devono tuttavia andare oltre il colore nocciola, poichè il colore dell’iride è sempre relazionato al colore del tartufo e dei margini palpebrali (che nel Cane Corso sono neri). NdAdmin: la dicitura “tartufo e dei margini palpebrali (che nel Cane Corso sono neri) è da ritenere errata scientificamente come già detto riguardo al colore delle mucose,  la presenza di omozigote dd nel genotipo dei soggetti di colori diluiti (formentino e grigio) funziona nn solo sul pelo cambiando il colore dal nero al grigio ma ha azione anche nella pelle (per questo il tartufo e le altre mucose dei soggetti di questi colori sono obbligatorialmente grigi) e anche nell’iride – per questo il colore  chiaro degli occhi e’ da tollerare quando in associazione al colore chiaro-diluito del mantello e delle mucose.
L’occhio gazzuolo (il cui iride ha una decolorazione che va dall’ardesia al celeste) è indice di arresto di sviluppo ed è sempre un difetto congenito. Comporta pertanto tassativamente la squalifica.

Orecchie di media grandezza in rapporto al volume della testa e alla mole del cane, ricoperti di pelo raso, di forma triangolare, con apice piuttosto appuntito e cartilagine spessa, inseriti alti, cioè molto al di sopra dell’arcata zigomatica, larghi alla base, pendenti, aderenti alle guance senza raggiungere la gola. Sporgenti alquanto all’esterno e lievemente rilevati nel loro punto di attacco,vengono portati semieretti quando il cane è attento. Vengono abitualmente amputati a forma di triangolo equilatero.
La consuetudine di amputare gli orecchi porta spesso gli allevatori a trascurare la corretta inserzione e le giuste proporzioni di questa parte anatomica. Tuttavia, poichè l’amputazione potrebbe essere proibita, è quanto mai necessario dare il giusto rilievo agli orecchi, che così tanto contribuiscono a tipicizzare e dare espressione alla testa.
Ad orecchi integri, se la base dell’orecchio è troppo larga, i padiglioni auricolari tendono a disporsi a “farfalla”, viceversa, se la dase è troppo stretta, i padiglioni tendono ad afflosciarsi, facendo perdere alla aprte superiore della testa la tanto desiderata forma angolosa e marcata. In entrambi i casi la testa perde nobiltà e tipicità.

5. COLLO Profilo superiore: leggermente convessilineo; Lunghezza: circa 3,6/10 dell’altezza al garrese e cioè pari alla  lunghezza totale della testa; Forma: di sezione ovale, forte, molto muscoloso, con distacco dalla nuca marcato. Il perimetro a metà lunghezza del collo è circa 8/10 dell’altezza al garrese. Pelle: il margine inferiore del collo è praticamente privo di giogaia.
Il diametro trasverso è di circa 2,4/10 dell’altzza al garrese.
Il diametro supero-inferiore è di circa 3,4/10 dell’altezza al garrese.
Armoniosamente fuso con garrese, spalle e petto, il collo ha la sua direzione ideale a 45° rispetto al suolo e ad angolo pressochè retto con la spalla. Il canale intermascellare è dotato di pelle aderente. La gola deve essere quanto più possibile netta e sobria di pelle lassa.
Il distacco marcato del collo dalla nuca è importante in quanto indica il buon sviluppo e la tonicità dei muscoli del collo )la gran parte dei quali hanno la loro inserzione nell’osso occipitale). Altresì il profilo leggermente convessilineo del margine superiore del collo è indice di adeguato sviluppo muscolare. La presenza di giogaia e di eccessiva rilassatezza della cute è segno di linfatismo.
La lunghezza del collo è fondamentale in ragione della funzione che questo svolge nella meccanica del movimento del cane. Infatti il bilanciere cefalo-cervicale (il collo con la testa), spostando in avanti il baricentro, agisce come regolatore dell’equilibrio del corpo (la cui instabilità dà la misura della velocità) e quindi delle andature. In genere un collo lungoè una caratteristica dei galoppatori, metre il trottatore non abbisogna di un collo altrettanto lungo. Il Cane Corso ha un collo relativamente lungo, anche se non così lungo come quello di un galoppatore puro, e la sua caratteristica è infatti il trotto allungato.
Un collo non ben fuso con garrese, spalle e petto è da penalizzare sveramente, in quanto comporta quasi sempre garrese basso e spalla dritta (il collo si inserisce a tubo nel tronco).

6. TRONCO Compatto,robusto e muscolosissimo. La sua lunghezza misurata dalla punta della spalla (angolo scapolo-omerale esterno) alla punta della natica (punta posteriore dell’ischio) supera l’altezza al garrese dell’11 % , con una tolleranza di + o – 1%. Linea superiore: regione dorsale rettilinea con lieve convessità lombare.
Garrese: si eleva nettamente sul piano dorsale e supera il livello della groppa. E’ alto, lungo, (–cioè molto prolungato all’indietro–),largo (–per la relativa divaricazione delle scapole–), asciutto e si fonde armoniosamente col collo e col dorso.
Garrese.
Il garrese ha per base anatomica le prime cinque vertebre dorsali e la sommità delle scapole e si presenta come il rilievo più alto della linea superiore del tronco. Poichè l’altezza delle apofisi spinose cresce sino alla quinta vertebra dorsale per poi decrescere gradualmente, è da questa vertebra a terra che si determina la statura del cane (altezza al garrese).
Un garrese prominente (rispetto al piano dorsale) e lungo è un pregio irrinunciabile in una razza da lavoro. Infatti sta ad indicare la lunghezza e la conseguente obliquità dei processi spinosi delle vertebre dorsali, che fungono da leva di tensione per i muscoli del dorso, per il legamento cervicale e per i muscoli elevatori della spalla (trapezio e romboide). Di conseguenza, tanto più alte sono le apofisi spinose, tanto più ampia sarà la contrazione dei muscoli elevatori della spalla ( e di conseguenza l’ampiezza dell’oscillazione dell’arto) e tanto più efficace l’azione sul bilanciere cefalo cervicale (la testa con il collo) e sull’irrigidimento e la solidità del dorso e dei lombi (fattori che favoriscono indirettamente gli sforzi propulsivi del posteeriore). Inoltre, ad un garrese alto, generalmente si associa una spalla ben inclinata, condizione che favorisce, insieme a quelle summenzionate, l’ottimizzazione delle varie andature.
Un garrese corto e basso fa apparire lungo il dorso e, in concomitanza ad angolo scapolo-omerale troppo chiuso o ad ecessiva inclinazione del braccio, sposta il centro di gravità sull’anteriore. Di consegienza il cane tende ad essere “gettato in avanti” e ad avere una andatura poco energica ed impacciata a causa della carente ampiezza di oscillazione dgli arti anteriori e della riduzione degli impulsi del posteriore.
Il garrese alto e corto impedisce l’armonica fusione col collo e col dorso, poichè determina una demarcazione troppo netta con la linea dorsale. Quando le punte delle scapole sono troppo alte e ravvicinate si ha il cosiddetto “garrese tagliente” (abbastanza raro). Se il garrese eccede di grasso (garrese impastato) in genere esso è anche basso (difetto grave).
Dorso: il dorso è ampio , muscoloso, come tutta la linea superiore del tronco, lievemente rampante dall’indietro in avanti e a profilo rigorosamente retto.La sua lunghezza raggiunge il 32% dell’altezza al garrese.
Il dorso ha funzione di sostegno ed il compito di trasmettere all’anteriore l’impulso del posteriore.
Un dorso a profilo rigorosamente retto e lievemente rampante dall’indietro in avanti permette un’ottimizzazione dell’impulso propulsivo del posteriore all’anteriore. Infatti, permettendo tale conformazione di spostare il centro di gravità verso il posteriore, si ha un alleggerimento sull’anteriore, che consente una più efficace proiezione in avanti del tronco.
la cifosi o dorso convesso o di carpa sta ad indicare che la colonna vertebrale traccia un profilo convesso nel tratto dorso-lombare ed è spesso correlata a rchitismo con conseguente calcificazione delle cartilagini intervertebrali. I cani che presentano tale paatologia sono più corti e meno flessibili e subisono una riduzione del movimento e della capacità di sviluppare andature veloci, poichè l’impulso propulsivo del posteriore trova un ostacolo nel profilo cifotico, che ne attenua la spinta.
La lordosi o dorso concavo sta ad indicare che la colonna vertebrale traccia un profilo concavo limitatamente ad una porzione del tratto dorsale o più spesso dal garrese alla groppa ed è sovente correlata a rilassamento dei elgamenti vertebrali inferiori, a garrese corto, dorso e lombi lunghi.
Nel Cane Corso tale grave anomalia va severamente penalizzata. I cani che presentano tale patologia sono poco solidi e scarsamente mobili in quanto, oltre a presentare, come i soggetti cfotici, condizioni di ostacolo alla trasmissione dell’impulso propulsivo del psoteriore, devono spendere energie per opporsi all’innaturale abbassamento della colonna vertebrale.
Lombi: la regione lombare è corta, larga, ben raccordata con dorso e groppa, molto muscolosa, solidissima ed a profilo leggermente convesso. La sua lunghezza di pochissimo superiore alla larghezza, (–misurata dall’inserzione vertebrale dell’ultima costa all’angolo esterno dell’ileo –) corrisponde al 20% dell’altezza al garrese.
Un rene corto, largo e solido costituisce un insostituibile pregio funzionale nel cane, e può compensare tante altre deficienze anatomiche.
Il rene deve essere corto in quanto un “ponte” corto è notoriamente più resistente di un “ponte” lungo.
Un lombo lungo comporta un posteriore oscillante con danno per la trasmissione degli impulsi motori.
Il rene deve essere largo, in quanto se le apofisi vertebrali trasverse sono ben sviluppate in lunghezza, anche le masse muscolari che le avvolgoo sono parimenti sviluppate. Un lombo stretto, gracile, è sempre poco resistente. Difetto inaccettabile è il rene spivente ai lati (tagliente), da penalizzare è il rene basso, avvallato, non ben raccordato con dorso e groppa (vale quanto detto a proposito del dorso, in quanto la forza propulsiva del posteriore tende a spezzarsi in questa regione ed il soggetto deve consumare gran parte delle energie per opporsi all’abbassamento renale).
Il profilo del lombo deve essere leggermente convesso, arcuato, in quanto tale forma è quella che più si addice ai movimenti di distensione e di retrazione che il cane compie  nel trotto e nel galoppo. Un rene piatto mal si adatta a modificare il suo profilo, rendendo il movimento “rigido”. E’ bene quindi sincerarsi sempre con la mano della solidità dei lombi.
Groppa: lunga, larga, alquanto rotondeggiante per il grande sviluppo delle masse muscolari.La sua lunghezza, misurata dalla punta dell’anca alla punta della natica(–dall’angolo anteriore esterno dell’ileo alla tuberosità ischiatica –), corrisponde al 32% dell’altezza al garrese. (–La sua larghezza media, cioè la misura media fra le due punte delle anche, i due trocanteri e le due punte delle natiche) è pari al 23% dell’altezza al garrese–).  La sua inclinazione sull’orizzontale secondo la linea ileo-ischiatica è di 28°-30° e dalla punta dell’anca all’inserzione della coda di 15°-16°. Risulta perciò lievemente inclinata.
La groppa è di fondamentale importanza nella meccanica animale, in quanto è il fulcro di trasmissione degli impulsi del psoteriore (garretti) all’anteriore, e la sua inclinazione (secondo l’asse del coxale) è direttamente correlata alla lunghezza dei muscoli del posteriore ( glutei e soprattutto ischeo-tibiali) e quindi alla angolazione dello stesso. Infatti, il femore forma col bacino (coxale) un angolo variante dai 90° ai 120° ed essendo il metatarso sempre perpendicolare al terreno, è ovvio che l’inclinazione di coscia (femore) e gamba (tibia) dipenderà dall’inclinazione della groppa.
Rimandiamo allo studio degli arti posteriori i necessari chiarimenti.
Una groppa orizzontale, propria dei galoppatori, presuppone muscoli ischio-tibiali lunghi con conseguente maggior capacità di contrazione degli stessi e quindi ampiezza d’osillazione dell’arto. Una groppa inclinata, propria dei trottatori, presuppone muscoli più corti. Nel Cane Corso la groppa è lievemente inclinata ed infatti la sua andatura tipica è il trotto allungato.
La groppa deve essere lunga, poichè agendo da fulcro di trasmissione, l’efficacia della sua azione è in relazione alla sua lunghezza.
La larghezza della groppa è in relazione alla costruzione schelettrica e conseguentemente allo sviluppo delle masse muscolari. Nel Cane Corso la groppa deve essere larga in quanto nelle sue funzioni la razza deve sviluppare potenza più che velocità.
Un difetto gravissimo è la groppa avvallata (oltre 35°) poichè comporta sempre un posteriore insufficientemente angolato a causa dei muscoli ischio tibiali estremamente corti e deboli che fanno sì che il cane, per non affaticarsi, poggi raggio osseo su raggio osseo il più verticalmente possibile (cane ritto sul posteriore) con articolazioni coxo-femorali e del ginocchio non corrette. Tale patologia spesso si accompagna a groppa più alta del garrese e ad un eccessivo carico del peso sull’anteriore, determinando una deambilazione difficoltosa ed impacciata. Altrettanto grave, ma più rara, è la groppa troppo orizzontale (sotto i 15°) che determina un raddrizzamento femoro-tibiale e di conseguenza angoli troppo aperti (se associata a groppa corta il movimento è gravemente limitato).
Petto: largo,ben disceso e aperto, con muscoli pettorali molto sviluppati. La sua larghezza, in stretto rapporto con l’ampiezza del torace,raggiunge il 35% dell’altezza al garrese. Il manubrio dello sterno si trova allo stesso livello della punta delle spalle. Di profilo il petto è ben proteso in avanti e fra gli arti anteriori e leggermente convesso.
La misurazione dell’ampiezza del petto si effettua prendendo come riferimento le due opposte punte delle spalle. Quando, a causa di un deficiente sviluppo  muscolare, il profilo del margine sternale appare troppo evidenziato (petto tagliente) il soggetto è da penalizzare severamente.
Torace. (– La funzione del Cane Corso come cane da lavoro richiede una notevole ampiezza dell’area polmonare e dell’apparato cardio-vascolare e quindi una gabbia toracica –) ben sviluppata nelle tre dimensioni con coste lunghe, oblique, larghe e abbastanza ben cerchiate (– ma senza eccessi –) con spazi intercostali estesi. Le 4 false coste sono lunghe, oblique e aperte. Il torace è ben disceso al gomito e la sua altezza (– generalmente misurata dalla sommità del garrese/processo spinoso della 5a vertebra dorsale –) corrisponde alla metà dell’altezza al garrese (–per cui, essendo il torace ben disceso al gomito, la sommità oleocranica e il profilo sternale nel suo tratto più vicino a terra, sono equidistanti fra suolo e garrese –). La sua larghezza, misurata a metà della sua altezza, (–che nel Cane Corso corrisponde alla parte più convessa del costato –) è il  35% dell’altezza al garrese e decresce leggermente verso la regione sternale senza formare carena. La sua profondità (– misurata dalla punta del manubrio dello sterno alla parte mediana della penultima falsa costa –) (diametro sagittale) corrisponde al 55% dell’altezza al garrese. Il suo perimetro (–misurato dietro i gomiti –) supera del 35% l’altezza al garrese.
Altezza. Sommariamente, si può valutare se il torace è adeguatamente sviluppato in altezza verificando che il profilo sternale (nel suo tratto più vicino a terra) e la sommità oleocranica (la base ossea della protuberanza tondeggiante del gomito) siano allineati. Tuttavia, un torace di giuste dimensioni può apparire troppo alto a causa di un garrese basso il quale, riducendo la distanza tra gomito e garrese, abbassa il margine sternale oltre il livello dei gomiti (è un difetto da penalizzare). Talvolta nelle femmine (specie se gravide), nei cani anziani, particolarmente corpulenti o con cingolo scapolare rilassato, una gabbia toracica perfetta può apparire troppo discesa. Un torace scarso in altezza compromette la funzionalità dell’animale (difetto gravissimo).
Larghezza. In una empirica valutazione ad occhio la larghezza del torace e quella del petto devono pressochè corrispondere.
Da bandire il torace piatto. Il torace a “botte”, che toglie nobiltà al soggetto ed ostacola il movimento, è da penalizzare come pure il torace stretto o carenato. La carenatura, causata dalla brusca riduzione del diametro trasverso nella parte inferiore del costato, determina un vuoto tra torace e gomito, cosicchè quest’ultimo diventa scollato e talvolta oscillante. Tale difetto si presenta soprattutto nei soggetti giovani e longilinei, specie se di grande taglia.
Quando il diametro trasverso è più del 35% dell’altezza al garrese, il cane si presenta largo davanti con avambracci troppo distanziati, quando è sotto il 35%, il cane si presenta stretto davanti con avambracci troppo ravvicinati. Quest’ultimo difetto è più grave del primo e va severamente penalizzato.
Profondità. La profondità del torace è di grande importanza, poichè è in relazione con l’estensione degli spazi intercostali e l’obliquità delle coste. Un torace poco profondo, quasi sempre si accompagna a coste poco oblique, con conseguente riduzione della capacità d’ispirazione (difetto gravissimo). Anche un deficiente perimetro toracico pregiudica la funzionalità del cane.
Se l’appendice xifoidea (punta terminale del segmento inferiore dello sterno) è ricurva in dentro (conseguenza di rachitismo, comporta un raccorciamento delle cartilagini costali e quindi diminuzione della capacità toracica), il ventre sarà retratto, in quanto proprio sull’apofisi xifoidea hanno inserzione alcuni muscoli dell’addome (difetto da penalizzare).
Profilo inferiore: il tratto sternale si presenta asciutto, lungo, largo e di profilo disegna un semicerchio a raggio molto largo che caudalmente rimonta in modo dolce all’addome.
Il tratto ventrale non è né retratto né rilassato e il suo profilo rimonta dal bordo sternale all’inguine in dolce curva. (–In conseguenza della regione lombare molto compatta, delle coste fortemente incurvate all’indietro e del coxale lievemente inclinato, i fianchi come i lombi sono assai corti –)
L’incavo del fianco è poco pronunciato.
Il profilo del ventre è strettamente correlato a quello del dorso.
Un ventre troppo retratto generalmente si accompagna ad un dorso convesso e un ventre rettilineo o avvallato quasi sempre ad un dorso concavo. valgono quindi le stesse considerazioni fatte per la cifosi e la lordosi del dorso. Tuttavia, un ventre avvallato, gonfio, può anche essere dovuto ad obesità, errata alimentazione, verminosi o linfatismo.

Coda: inserita piuttosto alta sulla linea della groppa, grossa alla radice e relativamente affusolata alla punta, se stesa raggiunge e sorpassa di poco il garretto. Portata bassa in riposo, orizzontale o poco più alta del dorso in azione, non deve essere mai incurvata ad anello o alzata a candela. Viene amputata alla 4a vertebra.
Nel Cane Corso, allorquando la coda è portata in riposo, essa deve apaprire simile ad una “spina di pesce”. Infatti, essendo grossa alla radice per poi via via affusolarsi, i tessuti adiposi che ricoprono le vertebre caudali, adagiati sulle natiche, le danno questa caratteristica conformazione a V. Una coda attaccata bassa generalmente comporta anche una groppa avvallata. La coda sottile alla radice spesso si accompagna ad una coda a candela in azione (va penalizzata).

7.ARTI 7.1 Arti anteriori Appiombi regolari sia osservati di profilo che di fronte. L’altezza degli arti anteriori al gomito è il 50% dell’altezza al garrese. Ben proporzionati al formato del cane, forti e robusti.
Appiombi regolari di profilo:
1. la verticale abbassata dalla punta della spalla al suolo deve sfiorare la punta delle dita.
2. la verticale abbassata dal centro dell’articolazione del gomito deve dividere l’arto in due parti quasi uguali (la maggiore è l’anteriore) e toccare il suolo appena dietro il piede.
Appiombi regolari di fronte:
1. la verticale abbassata dalla punta della spalla al suolo deve divider ein due parti uguali l’avambraccio, il carpo, il metacarpo e il piede;
2. la lunghezza dell’arto anteriore al gomito è pari alla metà dell’altezza al garrese.
Spalla: lunga, obliqua, forte, fornita di muscoli lunghi, potenti, ben divisi e netti, è aderente al torace ma libera nei movimenti.La sua lunghezza, dalla sommità del garrese alla punta della spalla, corrisponde al 30% dell’altezza al garrese e la sua inclinazione sull’orizzontale oscilla attorno a 48°-50°. Rispetto al piano mediano del corpo le punte delle scapole sono leggermente scostate fra loro.
La spalla è d’importanza basilare nella mezzanica motoria del cane, in quanto proprio nelel scapole hanno inserzione i muscoli che agiscono su braccio ed avambraccio e quindi sull’ampiezza del passo. In ragione di ciò, ad una spalla lunga, con muscoli lunghi, si associa un passo ampio. una spalla corta, che spesso si associa ad una spalla dritta, incide negativamente sul movimento e sulla costruzione, poichè è sempre accompagnata da una eccessiva inclinazione del braccio, che fà si che il tronco si protenda in avanti spostando il baricentro (tronco gettato in avanti). oltre ch lunga e correttamente inclinata, la spalla deve essere mobile e pertanto vanno penalizzate le spalle grasse (impastate), gracili, legate nei movimenti (incavigliate) o con cinto scapolare rilassato, con punte troppo ravvicinate o distanziate o corte.
Braccio: leggermente più lungo della spalla, forte, con ottimo sviluppo osseo e muscolare. Ben saldato al tronco nei suoi due terzi superiori, misurato dalla punta della spalla alla punta del gomito,ha una lunghezza corrispondente al 31-32% dell’altezza al garrese e un’inclinazione con l’orizzontale di circa 58°-60°. La sua direzione longitudinale è parallela al piano mediano del corpo. L’angolo scapolo- omerale oscilla fra 106°-e 110°.
La lunghezza dell’omero è strettamente correlata a quella della scapola. Al contrario, la sua inclinazione funge da fattore di compensazione alla direzione della scapola. Abbiamo già detto come a spalle “dritte” corrispondono bracci troppo inclinati (cani “gettati” sul davanti” con piedi sovraccarichi ed arti che si sollevano poco).
Ad una spalla troppo inclinata corrisponderà, invece, un braccio ecessivamente dritto, che spostando il baricentro il baricentro indietro, sovraccarica il posteriore con conseguente portamento eretto del collo. Entrambi i difetti vanno fortemente penalizzati. pertanto è fondamentale una corretta inclinazione del braccio rispetto all’orizzonte (58°-60°) associata ad un corretto angolo scapolo-omerale (106°-110°).
Gomiti lunghi, molto prominenti, ben aderenti ma non serrati alle pareti del costato, coperti di pelle asciutta, devono, come gli omeri, trovarsi su un piano rigorosamente parallelo a quello sagittale del tronco. La punta del gomito (epifisi olecranica) è situata sulla verticale abbassata dall’angolo caudale (o posteriore) della scapola al suolo.
Avambraccio perfettamente verticale, a sezione ovale, ben muscoloso in particolare nel terzo superiore, con ossatura molto forte e compatta. La sua lunghezza, dalla punta del gomito alla prima articolazione carpiana , è di pochissimo superiore a quella del braccio e corrisponde al 32-33% dell’altezza al garrese. (–Il suo perimetro, misurato immediatamente sotto il gomito, è pari al 39% dell’altezza al garrese –) Scanalatura carpo-cubitale marcata.
La parte posteriore dell’avambraccio è caratterizzata da una scanalatura, detta carpo-cubitale, determinata dall’inserzione del tendine del muscolo flessore cubitale nell’osso pisiforme (sopracarpiano), che agisce come braccio di leva. Quanto più l’osso pisiforme sarà sviluppato (all’indietro), tanto più la leva sarà efficace (avambracio potente) e la scanalatura carpo-cubitale sarà marcata.
I gomiti deviati in fuori o scollati (aperti) sovente comportano cagnolismo, quelli spostati in dentro provocano mancinismo, Il secondo difetto è, nel Cane Corso, più frequente del primo.
Da bandire gli avambracci corti, sottili, gracili che spesso si accompagnano a petto stretto, mentre gli avambracci arcuati (ossatura spongiosa) denotano sempre rachitismo.
Carpo:visto di fronte, segue la linea retta verticale dell’avambraccio, è asciutto, largo, mobile, spesso (– esente da segni di esostosi. Il suo perimetro arriva al 26% dell’altezza al garrese –). Al suo margine posteriore l’osso pisiforme è fortemente proiettato all’indietro.
Il carpo del cane corrisponde al polso della mano dell’uomo.
Normalmente nei cuccioli e cuccioloni di Cane Corso è ipertrofico, con rigonfiamenti ossei anche notevoli, che tuttavia non sono da imputare a rachitismo. Tale patologia è invece da penalizzare nell’adulto. la presenza di segni di esostosi (neoproduzione di tessuto osseo) indica la permanenza di stati irritativi (è difetto gravissimo).
A volte il carpo è spostato in avanti (arrembato) oltre la verticale tracciata dall’avambraccio,  o arcuato all’indietro (cavo).
Entrambi i difetti comportano degli appiombi falsati. Spesso il carpo è deviato all’interno (varo) e di conseguenza metacarpi e piedi sono portati all’infuori (mancinismo) o deviato all’infuori (valgo) con metacarpi e piedi portati all’indentro (cagnolismo). Il primo difetto è nel Cane Corso più frequente del secondo. Se il metacarpo è rigido (rampinismo) il cane sarà portato a camminare sulle “punte del piede”. E’ un difetto raro nel Cane Corso.

Metacarpo: di grossezza alquanto inferiore all’avambraccio (–perimetro 22-23% dell’altezza al garrese –) è molto robusto, asciutto, elastico, leggermente flesso (forma un angolo con il terreno di 75° circa), (– Non molto lungo –) La sua lunghezza deve però superare un sesto dell’altezza dell’arto anteriore al gomito. Visto di fronte segue la linea perpendicolare dell’avambraccio e del carpo. (–Visto di profilo forma un angolo col terreno di circa 75° –)
Tra le parti anatomiche che compongono gli arti anteriori il metacarpo si può definire l’ “ammortizzatore”. Infatti, in ragione della sua obliquità ed elasticità interagisce come una molla tra le parti anatomiche superiori dell’arto ed il piede, ogni volta che quest’ultimo, nel movimento, tocca il terreno. Nei soggetti giovani il metacarpo “lungo e basso giuntato” è frequente e scompare quasi sempre nei soggetti maturi.
Piede di forma rotonda, con dita molto arcuate e raccolte (piede di gatto). Suole asciutte e dure.Unghie forti, ricurve e pigmentate. Buona pigmentazione anche ai cuscinetti plantari e digitali.
Il piede a dita divaricate e poco arcuate denuncia linfatismo ed è ereditario (difetto gravissimo).
Il piede piatto affatica l’animale impedendogli di muoversi sulle lunghe distanza.
Nel Cane Corso le più comuni deviazioni dell’appiombo degli arti anteriori si possono così riassumere:
– di profilo:
a) deviazione totale dell’arto:
1- cane “gettato sul davanti” o “riunito al davanti”  (la verticale cade a distanza dalla punta del piede).
2- cane “disteso al davanti” (la verticale cade sul piede), raro nel Cane Corso.
b) deviazione parziale dell’arto:
1- cane “lungo giuntato” (metacarpi troppo lunghi e inclinati)
– di front:
a) deviazione totale dell’arto:
1- cane “chiuso davanti” (arti convergenti in basso dentro la verticale)
2- cane “aperto davanti” (arti divergenti in basso fuori la verticale)
3- cane con avambraccio  arcuato (a “lira”)
b) deviazione parziale dell’arto:
1- cane mancino (l’avambraccio è sulla vertiale ma l’arto dal carpo al piede ruota in fuori)
2- cane cagnolo (l’avambraccio è sulla verticale ma l’arto dal carpo al piede ruota in dentro)

7.2. Arti posteriori Appiombi regolari sia osservati di profilo che di fronte. Ben proporzionati al formato del cane, forti e potenti.
Appiombi regolari di profilo:
1 la verticale abbassata dalla punta della natica deve sfiorare le punte dei piedi
2 il metatarso è sempre perpendicolare al suolo.
Appiombi regolari da dietro:
La veritale abbassata dalla punta della natica al suolo divide tutto l’arto in due parti uguali.
Coscia lunga e larga, con muscoli prominenti (–ma nettamente divisi e leggermente convessa al suo margine posteriore, ha un perimetro, misurato all’inguine, non inferiore al 70% dell’altezza al garrese. –), La punta delle natiche è ben evidenziata. La sua lunghezza supera il 33% dell’altezza al garrese, la larghezza non è mai inferiore al 25% di tale altezza. L’asse del femore, alquanto obbliquo dall’alto in basso e dall’indietro in avanti, ha un’inclinazione di 70° sull’orizzontale e forma con l’asse del coxale un angolo poco più che retto (angolo coxo-femorale).
La coscia lunga è un pregio irrinunciabile, specie in un cane da lavoro poichè si traduce in una maggiore oscillazione dell’arto ed in masse muscolari lunghe e potenti. Parimenti alla lunghezza, è ilportante lo svipuppo in larghezza. la coscia stretta, piatta, deficiente in perimetro (“coscia di pollo”) indica ridotto sviluppo o addirittura atrofia dei muscoli. Ancora peggiore è la coscia dal profilo posteriore rettilineo o incavato, poichè essa è spesso dovuta a deficiente sviluppo della punta della natica che funge da braccio di leva ai muscoli ischio-tibiali, con conseguente maggior dispendio di energie per il movimento.
In genere, a cosce lunghe e natiche ben discese corrispondolo groppe orizzontali o leggermente inclinate, mentre a cosce e natiche corte, groppe inclinate o peggio avvallate.
In sintesi, è importantissimo che tutto il complesso della muscolatura groppa-bacino-natiche-cosce sia potente e sviluppato. In caso contrario viene minata la funzionalità del psoteriore  e favorita, nei cani giovani, la famigerata sublussazione dell’articolazione coxo-femorale.
La coscia aperta comporta vaccinismo, quella chiusa  comporta posteriore “a botte” e cagnolismo.
Gamba: lunga, asciutta, con forte ossatura e muscolatura. (–Libera da tessuto cellulare sottocutaneo –) la scanalatura gambale è ben evidenziata. La sua lunghezza corrisponde al 32% dell’altezza al garrese e la sua inclinazione dall’alto in basso e dall’avanti all’indietro è di 50° sull’orizzontale.
La lunghezza della gamba è di poco inferiore a quella della coscia. Di come un adeguato sviluppo della muscolatura, dell’ossatura, della lunghezza sia importante per un’ampia oscillazione dell’arto e per l’efficacia della spinta propulsiva del psoteriore abbiamo già accennato aprlando della coscia.
Una scanalatura gambale (solco longitudinale presente nella faccia esterna della gamba dal garretto alla sua metà inferiore) poco evidenziata indica rilassamento e debolezza muscolare.
Una corretta inclinazione della gamba indica una corretta angolatura dell’intero arto posteriore (gamba dritta = groppa orizzontale, gamba obliqua = groppa inclinata).
Ginocchio: l’angolo femoro-rotuleo-tibiale è di circa 120°. La sua direzione è parallela al piano mediano del corpo.
Garretto largo, spesso, asciutto, netto, con salienze ossee ben evidenziate. La punta del garretto ben pronunciata mostra chiaramente la continuazione della scanalatura gambale. (– Vista da dietro la verticale che passa per la punta del garretto deve coincidere con la linea calata dalla punta della natica a terra. –) La distanza dalla punta del garretto alla pianta del piede ( al suolo) non deve oltrepassare il 26% dell’altezza al garrese. La sua direzione, rispetto al piano mediano del corpo, è parallela. L’angolo tibio-metatarsico è di circa 140°.
Il garretto o tarso è una regione molto importante, non soltanto per la sua funzione di sostegno, ma anche perchè molla propulsiva del posteriore (la larghezza e lo spessore del garretto indicano lo sviluppo di questa molla).
dato che il metatarso è sempre verticale, l’angolo tibio-metatarsico è il rapporto all’inclinazione della tibia, che a sua volta, come abbiamo visto, ha un’inclinazione correlata all’andamento della groppa. In sintesi: groppa orizzontale = tibia poco inclinata = angolo del garretto aperto; groppa inclinata = tibia obliqua = angolo del garretto chiuso.
Se il metatarso forma con il suolo un angolo acuto (è obliquo in avanti) il baricentro è spostato all’indietro ed il garretto è sovaccaricato (garretto a gomito = cane col posteriore sotto di sè). Al contrario se il metatarso forma con il suolo un angolo ottuso (è obliquo all’indietro) l’impulso motorio viene pregiudicato (angolo tibio -metatarsico troppo aperto – cane fuori di sè posteriormente). Ambedue i difetti sono molto gravi, il secondo è più comune del primo nel Cane Corso. Le false posizioni degli arti possono provocare un allentamento dell’articolazione tibio-metatarsica con garretto vacillante in movimento.
Nei cani “ritti sul posteriore” si può addirittura avere una tendenza all’inversione nell’angolatura del garretto.
Metatarso di forte spessore, asciutto, piuttosto corto, cilindrico, è sempre perpendicolare al suolo, sia in profilo che posteriormente. La sua lunghezza corrisponde a circa il 15% dell’altezza al garrese (escluso tarso e piede). (– A cane piazzato, visto di profilo, è in appiombo regolare se la verticale abbassata dalla punta della natica sfiora la punta delle dita –) La sua faccia interna deve presentarsi priva di sperone.
Piede: leggermente più ovaleggiante dell’anteriore, ha falangi meno arcuate.
Nel cane corso le più comuni deviazioni dell’appiombo degli arti postriori si possono così riassumere:
– di profilo:
a) deviazione totale dell’arto:
1. cane “sotto di sè posteriormente” o “riunito al di dietro” (il piede si trova davanti alla verticale, gli arti posteriori sono spostati sotto il tronco, la groppa è avvallata)
2. cane “ritto sul posteriore” (il piede si trova davanti alla verticale, gli arti sono spostati sotto il tronco, la gamba è perpendicolare, il garretto è aperto, la groppa è avvallata)
3. cane “fuori di sè posteriormente” o “disteso al di dietro” (il piede si trova notevolmente dietro la verticale senza sfiorarla, quindi gli arti posteriori sono spostati all’indietro, la groppa è orizzontale)
b) deviazione parziale dell’arto:
1. garretto chiuso (la deviazione inizia dal garretto ed il tarso, il metatarso e il piede sono obliqui in avanti)
2. garretto aperto (difetto  oppisto al precedente)
-di dietro:
a) deviazione totale dell’arto:
1. cane “chiuso di dietro” (arti convergenti in basso, quindi dentro la verticale)
2. cane “aperto di dietro” (arti divergenti in basso, quindi fuori dalla verticale)
3. cane “vaccino” (i garretti sono dentro la verticale e i piedi voltati in fuori)
4. cane “cagnolo” (i garretti sono fuori dalla verticale e i piedi ruotati in dentro)

8. ANDATURE Passo lungo, trotto allungato, tratti di galoppo ma con propensione al trotto allungato. (ndAdmin: nei testi descrittivi del Prof. Antonio Morsiani IL MOVIMENTO viene trattato in maniera profusa, completa e dettagliata, a ulteriore dimostrazione della fondamentale importanza di questo aspetto nella tipicità e correttezza del cane Corso)

9. PELLE Piuttosto spessa, con limitato connettivo sottocutaneo e perciò praticamente aderente agli strati sottocutanei in ogni regione. Il collo è pressoché esente da giogaia. La testa non deve presentare rughe. Il pigmento delle mucose e delle sclerose è nero, quello di suole e unghie deve essere scuro.

10. MANTELLO (ndAdmin: IL PELO, IL MANTELLO E I  COLORI NEL CANE CORSO)
Pelo corto ma non raso, a tessitura vitrea, lucido, brillante, aderente, sostenuto, molto denso, con un lieve strato di sottopelo che s’accentua d’inverno (senza però mai affiorare sul pelo di copertura).La sua lunghezza media è di cm 2-2,5. Su garrese, groppa, bordo posteriore delle cosce e sulla coda raggiunge cm 3 senza dar luogo a frange. Sul muso il pelo è raso, liscio, aderente e non supera cm 1-1,5.
Colore: nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, fulvo scuro e tigrato (tigrature su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni) (ndAdmin: la dicitura riferita alle tigrature é non corretta in quanto a livello genetico lo sfondo base del mantello é smepre e solo fulvo. Pertanto va vista come tigrature nere o grigie su fondo fulvo). Nei soggetti fulvi e tigrati è presente una maschera nera o grigia la cui estensione è limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi. Ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale.

11. TAGLIA E PESO
Altezza al garrese
: nei maschi da cm 64 a cm 68, nelle femmine da cm 60 a cm 64, con tolleranza di cm 2 in più o in meno.
Peso: Maschi da 45 a 50 kg rapporto peso/taglia 0,710 (kg/cm); Femmine da 40 a 45 kg rapporto peso/taglia 0,680 (kg/cm).
Altezza al garrese: Le metodologie d’allevamento, che si avvalgono di diete molto ben calibrate, hanno portato negli ultimi anni ad un innalzamento della taglia rispetto ai soggetti presi a modello dallo standard. Riteniamo che nei maschi la taglia ideale vada dai 65 ai 68 cm al garrese, nelle femmine dai 62 ai 65 cm.

Nota: I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.

12. DIFETTI Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità e alla sua diffusione.

12.1. Difetti eliminatori ( o penalizzanti nel giudizio) Testa : parallelismo evidente degli assi cranio-facciali, convergenza molto marcata, facce laterali del muso convergenti, chiusura a forbice, prognatismo accentuato e deturpante. Tartufo : depigmentazione parziale. Coda portata a candela o a anello. Statura : al di sopra o al di sotto dei limiti indicati. Andatura : ambio continuato.

12.2. Difetti da squalifica Testa : divergenza degli assi cranio facciali, enognatismo, canna nasale decisamente concava o montonina . Tartufo : depigmentazione totale. Occhi : depigmentazione moderata e bilaterale delle palpebre, gazzuoli , strabismo bilaterale. Organi sessuali : criptorchidismo, monorchidissimo, evidente deficienza di sviluppo di uno o di tutti e due i testicoli. Coda : anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali. Pelo : semi-lungo, raso, frangiato. Colori: colori non previsti dallo standard, macchie bianche troppo estese.

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